Profilo di una città
Un paesaggio che, come tutto quello della Toscana, rappresenta la mirabile fusione degli elementi naturali e dell’opera umana nel corso dei secoli, tanto che il vecchio e il nuovo sono diventati”contemporanei”, frutto di uno stesso atto creativo.
Cortona
È il mito a decretare la centralità di Cortona nel Mediterraneo antico, rispetto alle categorie di spazio (il luogo da dove si parte per terre lontane o si arriva dopo lungo peregrinare) e di tempo (la vetustà). Conosciuta già da Erodoto, il padre della storia, fu colonizzata in età remota, come narra Dionisio di Alicarnasso, dai Pelasgi, “le cicogne”, spesso identificati con gli Etruschi. Arrivati a Spina con il loro re Nanas e occupata la rocca di Cortona, città degli Umbri, dopo aver scacciato i precedenti abitanti, sciameranno nelle altre sedi dell’Etruria per fondare nuove città. Licofrone nel IV secolo a.C. e una serie di commentatori e scoliasti successivi narrano che anche Ulisse, conosciuto in Etruria con il nome di Nanos (l’errabondo), sarebbe venuto a morire a Cortona, presso quel monte Perghe, tradizionalmente identificato con la località Pergo, che accolse la sua sepoltura. L’intreccio si fa più fitto accettando quanto narra Virgilio nell’Eneide: da Cortona partì il mitico Dardano per fondare la città di Troia, giustificando la moderna definizione del centro toscano come “mamma di Troia e nonna di Roma”.
La città di Curtun (così suona il nome in etrusco) appare ancora oggi con un aspetto non troppo dissimile da quello che avrebbe potuto avere oltre duemila anni fa, se solo si potessero sostituire alla chiese i templi e ai palazzi rinascimentali le più modeste abitazioni degli avi. Costruita su un contrafforte del Monte S. Egidio, è cinta da quasi tre chilometri di mura poderose, di perimetro rettangolare, levigate dai secoli e dal vento, ricordate come “ciclopiche” o “pelasgiche” nei taccuini di molti viaggiatori, con notevoli filari di blocchi di età etrusca e successive inserzioni medievali; dentro queste barriere eterne si aprono le antiche porte in corrispondenza delle strade che dalla pianura salgono tortuose, secondo il vario andamento del monte.Lungo tutto il tratto che dalla pianura porta alla città, sono campi a terrazza popolati d’ulivi e segnati da muri a secco, tra i quali s’annidano sontuose ville recinte di lecci, di pini e di cipressi, case coloniche, monasteri, chiese monumentali che sembrano edificate senza apparente necessità, così isolate come sono e così perfette nella grandiosa purezza della linea rinascimentale, con cupole, finestre, celle campanarie, tutto nella linda pietra del luogo.
Un paesaggio che, come tutto quello della Toscana, rappresenta la mirabile fusione degli elementi naturali e dell’opera umana nel corso dei secoli, tanto che il vecchio e il nuovo sono diventati”contemporanei”, frutto di uno stesso atto creativo. Il visitatore che si guarda intorno dall’alto delle sue mura vedrà uno dei più vasti e armoniosi panorami d’Italia: la fertile, immensa pianura della Valdichiana, decantata già dagli autori classici, chiusa all’orizzonte dai monti di Siena tra i quali spiccano l’Amiata e il Cetona e dal grande specchio del lago Trasimeno, teatro della celebre battaglia.
Al di sotto, sul cono collinare e più avanti, verso la campagna sottostante, sono le tombe più celebri, da quella denominata Tanella di Pitagora, nota già al Vasari, al Melone di Camucia (così in gergo locale vengono chiamati i tumuli etruschi per la loro forma emisferica), a quelli del Sodo. L’aspetto di Cortona è caratteristico: vie ripide, pavimentate a lastroni, in un complesso architettonico dominato dalla pietra serena. Sulla cima del colle troneggia l’antica fortezza dei Medici, probabile sede dell’arx etrusca. Fra i palazzi medievali e rinascimentali, impiantatisi sull’urbanistica antica, hanno particolare importanza il Palazzo Civico del XII secolo, la torre del XVI secolo, il Palazzo Pretorio, con la facciata rinascimentale, più noto come Palazzo Casali (dal nome della famiglia che resse la signoria di Cortona a partire dal 1300) in cui hanno sede il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona ed una preziosissima biblioteca, celebre tra gli studiosi di tutto il mondo, ricca di 22.000 volumi a stampa, 1172 pergamene, 133 preziosi incunaboli e 633 manoscritti. Il centro storico riserva numerose “perle” per il visitatore: il Palazzo Fierli-Petrella del XV secolo, il Palazzo Ferretti del XVIII secolo, il Palazzo rinascimentale Mancini-Sernini (detto Cristofanello). Notevoli tra gli edifici sacri, il Duomo, costruito una prima volta nel XI secolo e rifatto durante il XVI secolo ( il campanile è del 1556 con progetto attribuito a Francesco Laparelli, architetto cortonese fondatore de La Valletta); la chiesa di S. Agostino della fine del Duecento; di S. Domenico del XV secolo; di San Francesco, iniziata da frate Elia nel 1245 con elementi romanici-gotici; la Chiese di San Niccolò del XV secolo, con prezioso “gonfalone” dipinto da Luca Signorelli; del Gesù, sede del Museo Diocesano con numerosi importantissimi quadri, tra i quali la più celebre “Annunciazione” del Beato Angelico; la Basilica Santuario di S. Margherita, fondata dalla Santa stessa nel XIII secolo, ma completamente rifatta nel secolo XIX con la tomba gotica della Santa del 1362. All’esterno, la chiesa di S. Maria delle Grazie al Calcinaio, di Francesco Giorgio Martini iniziata nel 1485, la chiesa di S. Maria Nuova, rinascimentale, la Villa Passerini (detta il Palazzone) costruita da G.B. Caporali intorno al 1515 e attuale sede estiva della Scuola Normale Superiore; immerso in uno scenario naturalistico di eccezionale pregio è il Convento dei Cappuccini alle “Celle” sorto presso la cella in cui abitò S. Francesco d’Assisi; sublimi esempi di arte romanica sono l’Abbazia di Farneta, preromanica, e quella di S. Angelo a Metelliano (predio di quella gens etrusca il cui più noto esponente, Aule Metelis, fu raffigurato nella celebre statua de l’Arringatore).Cortona fu patria dei pittori Luca Signorelli e Pietro da Cortona e il pittore futurista Gino Severini ebbe qui i natali; di entrambi si conservano opere nei musei e nelle chiese locali, mentre la nota via Crucis di Gino Severini, con edicole che conservano le scene a mosaico, scandisce un ripido sentiero che collega Piazza Garibaldi con il Santuario di Santa Margherita.
Numerosi sono stati i grandi personaggi, i visitatori e i viaggiatori che, a partire dal medioevo, furono attratti dalla bellezza della città di Cortona e ne diedero testimonianza nei loro scritti. Ma la fama di Cortona riecheggia soprattutto fra i viaggiatori e scrittori anglosassoni, fra i quali G. Dennis, che ha lasciato una fondamentale pubblicazione sui suoi viaggi in territorio etrusco, gli scrittori D.H.Lawrence e H. James e sulle pagine di molti diari di viaggio composti fra il 1860 e il 1924. Più di recente lo straordinario successo del volume Sotto il sole della Toscana, opera della scrittrice americana Frances Mayes, ha contribuito a divulgare in tutto il mondo la bellezza del paesaggio cortonese, la sua forza evocativa, il piacere della vita tra i colori, i profumi e i sapori della terra toscana.
Guido, Elia e Margherita: tre vite intrecciate nella luce di Francesco, tre percorsi diversi e complementari che fanno di Cortona una delle capitali spirituali del francescanesimo. Una Cortona francescana che non è solo memoria, ma eredità viva, fatta di luoghi, di pietre e soprattutto di testimonianze che parlano al cuore dell’uomo di oggi.
Le immagini dei Santi sono state generate con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale
Mostra a cura di Francesco Zimei
28 giugno – 5 ottobre 2025
MAEC | Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona
Inaugurazione
Venerdì 27 giugno ore 17.00
28 giugno – 5 ottobre 2025
MAEC | Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona
Venerdì 27 giugno ore 17.00




