Basilica di Santa Margherita

Il cuore spirituale di Cortona

Origini Storiche

Il primo nucleo dell’edificio risale all’XI secolo, quando i monaci camaldolesi costruirono un piccolo oratorio dedicato a San Basilio. Fu qui che Margherita da Cortona, vissuta nel XIII secolo, scelse di ritirarsi in penitenza dopo una vita turbolenta e la tragica perdita del compagno. Accolta dalla comunità francescana, Margherita trasformò quel luogo in un punto di carità e preghiera. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1297, il santuario divenne meta di pellegrinaggi e il corpo della santa fu sepolto proprio lì, generando una crescente devozione popolare.

Margherita da Cortona è una delle figure religiose più amate della Toscana. Nata nel 1247, visse un’infanzia difficile e, giovanissima, scelse una vita mondana lontana dalla fede. La tragica morte del suo compagno la spinse però a una radicale conversione. Tornata a Cortona, rinunciò a ogni ricchezza per vivere nell’umiltà e nel servizio verso i poveri e gli ammalati. Fu canonizzata nel 1728 da Papa Benedetto XIII. Ancora oggi il suo corpo incorrotto, custodito in un magnifico reliquiario d’argento sopra l’altare maggiore, è oggetto di devozione profonda. Ogni anno, il 22 febbraio e il 16 maggio, Cortona celebra due importanti ricorrenze in suo onore: la morte e la canonizzazione. L’aspetto attuale della basilica è frutto di vari interventi avvenuti tra il Settecento e la fine dell’Ottocento. Il restauro più significativo fu realizzato tra il 1874 e il 1878, in stile neogotico, ad opera degli architetti Enrico Presenti e Mariano Falcini. La splendida facciata, decorata con un grande rosone e una doppia scalinata, è firmata da Domenico Mirri e Giuseppe Castellucci. L’interno colpisce per la sua eleganza e spiritualità: archi ogivali decorati a bande bianche e rosse, volte stellate su fondo blu e un pavimento a scacchiera che accompagna il visitatore fino al presbiterio. Il gioco di luci e colori contribuisce a creare un’atmosfera di intensa sacralità.

Cosa Visitare:

Al centro della Basilica di Santa Margherita a Cortona, sotto l’altare maggiore, si trova uno dei simboli più potenti della devozione locale: il reliquiario argenteo che custodisce il corpo incorrotto della santa. Un’opera di grande valore spirituale, artistico e storico, capace di emozionare chiunque vi si trovi davanti. Nel 1456, durante una ricognizione, il suo corpo fu ritrovato incorrotto, un fenomeno che rafforzò ulteriormente la sua fama di santità. Dopo la canonizzazione, avvenuta nel 1728 per volontà di papa Benedetto XIII, il corpo venne traslato e collocato in un reliquiario appositamente realizzato. Il reliquiario in argento è una teca di straordinaria raffinatezza, creata per accogliere e proteggere il corpo della santa. È collocato in una nicchia marmorea sopraelevata, visibile da tutta la navata centrale, in posizione centrale rispetto al presbiterio. Il corpo della Santa è vestito con abito francescano e visibile interamente, in una posa serena, con le mani incrociate e lo sguardo rivolto al cielo. Intorno al reliquiario, spesso, si trovano candele votive e fiori, segno della continua devozione da parte dei fedeli. Il reliquiario non è solo un elemento artistico, ma il cuore pulsante della basilica. È qui che si raccolgono ogni giorno pellegrini, fedeli, curiosi e turisti, attratti dalla figura di una donna che ha saputo riscattare una vita difficile attraverso la fede. Ogni anno, nelle date del 22 febbraio (anniversario della morte) e 16 maggio (giorno della canonizzazione), si svolgono solenni celebrazioni, con processioni, messe speciali e momenti di raccoglimento davanti al reliquiario.

Il crocifisso ligneo trecentesco custodito nella Basilica di Santa Margherita a Cortona è uno degli elementi più suggestivi e spiritualmente significativi dell’intero complesso. Si tratta di un crocifisso in legno risalente al XIV secolo, realizzato in stile gotico con tratti espressivi accentuati, volto a trasmettere il dolore e la sofferenza del Cristo crocifisso. La scultura è collocata nella navata sinistra, all’interno di una cappella laterale, ed è tradizionalmente legata alla figura di Santa Margherita, che si racconta pregasse spesso proprio davanti a quell’immagine. Secondo la tradizione agiografica, il crocifisso avrebbe parlato alla Santa, incoraggiandola nel suo cammino di conversione e penitenza. Questo evento miracoloso è una delle leggende più care alla devozione popolare e viene spesso ricordato durante le celebrazioni liturgiche. Il crocifisso non è solo un’opera d’arte medievale di grande valore storico e devozionale, ma rappresenta anche un simbolo centrale della fede e del carisma francescano che permea l’intera vita e opera di Santa Margherita.

Oltre alla sua intensa spiritualità, la Basilica di Santa Margherita è anche scrigno d’arte, custode di numerosi dipinti del XVII e XVIII secolo, testimoni della ricchezza culturale e religiosa della città di Cortona. Tra le opere più preziose figurano i lavori di Francesco Vanni e Jacopo da Empoli, due grandi protagonisti del barocco toscano. Si conserva un dipinto attribuito a Vanni raffigurante Santa Margherita in estasi davanti al crocifisso, dove lo stile barocco si manifesta nei volti espressivi, nella luce calda e nel dinamismo delle forme. L’opera si distingue per il modo in cui fonde misticismo e umanità, rendendo tangibile la trasformazione spirituale della santa. È attribuito a Jacopo da Empoli, invece, il dipinto con la Madonna col Bambino e santi, collocato in una cappella laterale. L’equilibrio cromatico, la grazia delle figure e la pacatezza della scena ne fanno una delle opere più serene e contemplative dell’intero complesso.

All’interno della solenne Basilica di Santa Margherita a Cortona, in un ambiente appartato e silenzioso, si trova la Cappella dei Caduti, uno spazio sacro dedicato alla memoria dei soldati cortonesi caduti nella Prima Guerra Mondiale. È un luogo dove l’arte si intreccia con la memoria collettiva, dove il dolore della guerra si sublima in preghiera e riflessione. La costruzione della cappella ebbe inizio nel 1917, ancora nel pieno del conflitto, su iniziativa del Comitato per i Caduti, con il sostegno dell’allora vescovo di Cortona, Monsignor Baldetti. Il progetto architettonico fu affidato a Domenico Mirri, che immaginò uno spazio solenne e raccolto, dove la comunità potesse commemorare i propri figli scomparsi. L’inaugurazione avvenne nel 1922, pochi anni dopo la fine del conflitto, con la dedica ufficiale ai 648 caduti della città e dei dintorni. La vera anima della cappella è l’affresco realizzato nel 1920 da Osvaldo Bignami (1856–1936), pittore lodigiano attivo soprattutto in ambito sacro. Il suo intervento, commissionato con grande sensibilità artistica e spirituale, ha trasformato le pareti della cappella in un grande racconto di memoria e preghiera. Il tema centrale dell’affresco è Santa Margherita in preghiera per i caduti, circondata da angeli e simboli della redenzione. Sullo sfondo, figure di soldati e madri in lutto si stagliano con realismo e dignità. L’intera composizione è pervasa da un senso di compassione e partecipazione collettiva. In un angolo dell’opera, Bignami inserisce anche una figura con la scritta “Il pittore” sul mantello: un autoriferimento discreto, ma profondamente umano, che testimonia il legame affettivo dell’artista con l’opera e con il dolore universale che essa rappresenta. Nel corso degli anni, l’affresco ha subito i segni del tempo. Nel 2020, in occasione del centenario del ciclo pittorico, l’opera è stata restaurata grazie all’intervento dell’Associazione Organi Storici di Cortona, con la direzione scientifica della Soprintendenza e il lavoro delle restauratrici Arianna Martinelli e Irene Segrera Perera. La riapertura al pubblico è avvenuta l’11 luglio 2020, con una cerimonia che ha restituito alla città uno dei suoi luoghi simbolo, profondamente radicato nella memoria collettiva.

Basilica di Santa Margherita
Via S. Margherita, 1
52044 Cortona

 

www.santamargheritadacortona.com
0575 603116

Cortona FrancescanaCortona FrancescanaCORTONA FRANCESCANASulle orme di San Francesco a CortonaNel cuore della Toscana, Cortona custodisce una profonda memoria
francescana. Qui San Francesco trovò rifugio, ispirazione e fraternità. Il suo
passaggio ha lasciato segni vivi tra i vicoli, nei conventi e nei racconti
tramandati nei secoli. Questo sito nasce per raccontare la sua presenza, i
luoghi che ne conservano la spiritualità e il messaggio di pace che ancora oggi
risuona tra le pietre antiche della città.

Mostra a cura di Francesco Zimei
28 giugno – 5 ottobre 2025
MAEC | Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona

Inaugurazione
Venerdì 27 giugno ore 17.00

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I MUSEI

Un patrimonio unico, che affascina studiosi, appassionati e visitatori da tutto il mondo.

MAEC

“Palazzo Casali ospita in un’unica struttura museale il MAEC che accorpa lo storico Museo dell’Accademia Etrusca con il Museo della Città etrusca e romana di Cortona. La scelta espositiva rende volutamente evidenti queste due “anime” del MAEC.”

MUSEO DIOCESANO

La vera pinacoteca di Cortona che mette in mostra capolavori indiscussi dei grandi maestri dell’arte italiana è il Museo Diocesano, nato nel secondo dopoguerra per tutelare e conservare straordinari capolavori provenienti dalle chiese della Diocesi.

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