Eremo delle Celle
Un luogo sacro immerso nella natura e nella spiritualità francescana
Origini Storiche
La storia dell’Eremo ha inizio nel 1211, quando San Francesco, in visita a Cortona, ricevette in dono da un nobile locale alcune celle scavate nella roccia, perfette per la preghiera e la contemplazione. Qui il Santo tornò più volte nel corso della sua vita e, secondo la tradizione, nel 1226 vi scrisse il suo Testamento spirituale poco prima di morire. Nel 1235, frate Elia – uno dei suoi più fidati compagni – trasformò il piccolo insediamento in un vero convento, costruendo oratorio, refettorio e le prime celle in pietra. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel XVI secolo l’eremo fu affidato ai Frati Cappuccini, che lo restaurarono e ampliarono, mantenendo intatta la sua atmosfera austera e francescana.
A pochi chilometri dal centro storico di Cortona, incastonato nel verde dei boschi che avvolgono il Monte Sant’Egidio, sorge l’Eremo Le Celle: un angolo di pace, silenzio e meditazione, dove natura e fede si fondono in perfetto equilibrio. Questo luogo affascinante, noto anche come Convento delle Celle, rappresenta uno dei primi insediamenti fondati da San Francesco d’Assisi al di fuori dell’Umbria, ed è oggi una delle mete spirituali più amate della Toscana. L’Eremo Le Celle è oggi abitato da una piccola comunità di frati Cappuccini e rimane un luogo vivo di preghiera, riflessione e accoglienza. Il complesso, costruito interamente in pietra e disposto su diversi livelli lungo una valle attraversata dal torrente Vingone, conserva una bellezza architettonica unica, semplice e armoniosa.
Cosa Visitare:
La cella di San Francesco è un piccolo spazio di pietra e silenzio, carico di significato. Tra i luoghi più suggestivi dell’Eremo Le Celle vi è senza dubbio la cella di San Francesco, custodita ancora oggi nel suo aspetto originario. Si tratta di un ambiente piccolissimo, spoglio, ricavato direttamente nella roccia: appena lo spazio sufficiente per stendersi e inginocchiarsi in preghiera. Nessun arredo superfluo, nessuna decorazione: solo pietra, luce fioca e silenzio assoluto. È in questa cella che, secondo la tradizione, Francesco trascorse i suoi ultimi giorni a Cortona, in profondo raccoglimento, e qui avrebbe scritto uno dei suoi testi più intimi: il Testamento spirituale, affidato ai suoi compagni più fidati. Visitare questa cella significa compiere un’esperienza intensa e toccante, capace di restituire tutta la forza della povertà francescana e la bellezza di una fede vissuta nella semplicità. Ancora oggi, entrando in quel piccolo spazio, si percepisce una presenza viva, un’energia che invita alla riflessione e alla preghiera. Un luogo che non si dimentica, dove il silenzio parla al cuore.
La chiesetta conventuale è un luogo di raccoglimento, arte e devozione. Cuore spirituale dell’Eremo Le Celle, la chiesetta conventuale è un piccolo gioiello architettonico immerso nella quiete del bosco. Dedicata a Sant’Antonio da Padova, fu ricostruita nel XVII secolo dai Frati Cappuccini, mantenendo lo stile sobrio e raccolto tipico della tradizione francescana. L’edificio si presenta con un’unica navata, semplice e luminosa, con un altare ligneo seicentesco scolpito con grande maestria e dipinti votivi che raccontano episodi della vita del Santo. Tra le opere più rilevanti spiccano la pala d’altare di Giovanni Marracci (1694) e il pregevole tabernacolo di Remigio da Firenze (1695), realizzati con profondo senso di spiritualità e bellezza. Pur nella sua essenzialità, la chiesetta riesce a trasmettere una forte emozione: ogni elemento è pensato per invogliare al raccoglimento, alla preghiera silenziosa e alla meditazione personale. Durante l’anno vi si celebrano le messe quotidiane e domenicali, sempre accompagnate dal silenzio e dalla discrezione tipica dell’Eremo. Un luogo che unisce arte sacra e spiritualità viva, perfetto per chi cerca un momento di pace in armonia con sé stesso e con il Creato.
L’oratorio di San Franceschino e la cappella di Sant’Antonio da Padova sono spazi di devozione raccolta tra storia e spiritualità. All’interno del complesso dell’Eremo Le Celle si trovano due ambienti intimi e profondamente significativi: l’oratorio di San Franceschino e la cappella di Sant’Antonio da Padova. L’oratorio di San Franceschino, adiacente alla cella originale di San Francesco, è uno degli ambienti più antichi del convento. Secondo la tradizione, un tempo fungeva da dormitorio comune per i frati, prima di essere trasformato in un luogo di preghiera. Piccolo, austero e scavato nella pietra viva, mantiene intatta l’atmosfera dei primi insediamenti francescani: essenziale, ma ricco di spiritualità. Ancora oggi accoglie chi desidera raccogliersi in silenzio e meditazione, in un ambiente che ha visto nascere la fraternità delle origini. Poco più avanti si trova invece la cappella di Sant’Antonio da Padova, costruita nel XVII secolo e dedicata al grande santo cappuccino. All’interno è conservata una statua lignea del Santo e un altare semplice ma elegante, in armonia con lo stile sobrio dell’eremo. Questa cappella è spesso utilizzata per celebrazioni riservate e momenti di preghiera più intimi, ed è molto cara alla comunità religiosa che ancora oggi vive e custodisce il luogo. Due luoghi diversi, ma uniti dallo stesso spirito: quello della semplicità, della fede profonda e del contatto diretto con il sacro.
Il ponte del Granduca e il ponte Barberini architetture storiche tra natura e spiritualità. Nel cuore del paesaggio che circonda l’Eremo Le Celle, immersi nella vegetazione che accompagna il corso del torrente Vingone, si trovano due affascinanti manufatti in pietra: il Ponte del Granduca e il Ponte Barberini. Il Ponte del Granduca, costruito nel 1728, prende il nome dal Granduca di Toscana che ne commissionò la realizzazione per facilitare l’accesso al convento in occasione delle sue visite. Si tratta di un’elegante struttura ad arco in pietra locale, che collega i diversi livelli dell’eremo, integrandosi perfettamente con l’ambiente naturale e architettonico del complesso. Attraversarlo oggi significa percorrere lo stesso sentiero calcato da secoli di pellegrini, frati e viaggiatori in cerca di raccoglimento. Il più antico Ponte Barberini, risalente al XVII secolo, rappresenta un esempio di architettura funzionale e discreta, tipica dell’epoca. Costruito in occasione di lavori di ampliamento dell’eremo, prende il nome da una delle famiglie nobili che sostennero economicamente la comunità francescana. La sua posizione strategica permette di raggiungere alcune delle zone più silenziose e incontaminate del bosco circostante. Questi ponti non sono solo opere d’ingegneria: sono testimoni del passaggio del tempo, simboli di collegamento tra la storia dell’uomo e la sua ricerca spirituale. Offrono scorci suggestivi, perfetti per fotografie e momenti di contemplazione.
Mostra a cura di Francesco Zimei
28 giugno – 5 ottobre 2025
MAEC | Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona
Inaugurazione
Venerdì 27 giugno ore 17.00
28 giugno – 5 ottobre 2025
MAEC | Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona
Venerdì 27 giugno ore 17.00

